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08/04/2009
     
   
ROCCHE E CASTELLI
 

TOLENTINO

Sulla pianura situata alla sinistra del fiume Chienti, a 7 chilometri da Tolentino,
s'innalza, maestoso e suggestivo, il Castello della Rancia ricostruito nel sec. XIV sulle strutture di una preesistente grancia cistercense. Il castello, di forma quadrangolare, è composto da una cinta merlata rafforzata da tre torri angolari. A difesa dell'ingresso principale del castello si eleva una delle torria cui si accedeva mediante un ponte levatoio, sostituito in seguito da uno in muratura. Il mastio, nucleo originario della preesistente grancia, è alto circa 30 metri ed è costituito da quattro piani, di cui i primi tre sono voltati a crociera. Al secondo piano, fornito di un ampio camino e raggiungibile tramite una scala a chiocciola in pietra, si trovava l'alloggio del granciario e poi del castellano

 

BORGIA

La Rocca del Borgia fu fatta costruire tra il 1502-1503 per iniziativa di Alessandro VI dopo l'assedio e laconquista della città e il massacro di Giulio Cesare da Varano e di tre suoi figli per tenere a bada lacittà nostalgica della dinastia varanesca. Architetto fu Ludovico Clodio, che costruì più tardi per Giulio IIla fortezza di Gallera a Bologna. Fu parzialmente smantellata nella seconda metà dell' 800.Conserva ancora due torrioni ed il mastio. Interessante la visita agli ambienti di quest'ultimo. La rocca era divisa dalla città da uno strapiombo che veniva superato con un audace ponte levatoio. L'avvallamento fu riempito nel 1600 per concessione del papa Clemente X, già vescovo di Camerino.Sulla spianata interna, al lato Sud, vi è parte della struttura del convento francescano di S. Pietro in Muralto che vi sorgeva almeno dal 1300 e fu incluso nella rocca.

 

SAN LEO

 

Il possente masso calcareo di San Leo, trasportato nel Miocene dal Tirreno verso l'Adriatico, con le pareti perimetrali scoscese e perpendicolari al suolo, costituisce di per sé una fortezza naturale. I Romani, consapevoli di tale straordinaria attitudine, costruirono una prima fortificazione sul culmine del monte. Durante i nebulosi secoli alto medioevali, la fortezza venne aspramente contesa da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi. Intorno alla metà del XI secolo, da Carpegna scesero a San Leo - allora chiamata Montefeltro - i conti di Montecopiolo (ramo dei conti di Carpegna); da questo nuovo importantissimo feudo, essi trassero il nome e il titolo di conti di Montefeltro, che tanta parte di gloria avrà nelle vicende medioevali e rinascimentali della Marca Settentrionale. Nella seconda metà del Trecento, la fortezza venne espugnata dai Malatesti che si alternarono nel suo dominio ai Montefeltro sino alla metà del secolo successivo. Nel 1441, il giovanissimo e audace Federico da Montefeltro, coadiuvato dall'esperto uomo d'armi Matteo Grifoni da Sant'Angelo in Vado, fu protagonista di un'ardita scalata della rocca.

PITICCHIO

Si afferma da vari storici che sorse dalle rovine della città romana di Pitulum, tuttora di incerta identificazione. Nel 1223 Piticchio, con Montale, era di proprietà del Vescovo di Senigallia, Arcevia ingaggiò una aspra contesa con tale vescovo per il possesso di Piticchio e l'ottenne solo nel 1293. Il castello presenta ben conservata la sua cinta muraria fortificata ed il suo nucleo storico centrale. La chiesa parrocchiale è dedicata a S Nicolò e conserva il quadro della Madonna del Rosario, dipinto da Ercole Ramazzani nel 1582.

GRADARA

 

Borgo di inconfondibile aspetto medievale, in felice posizione panoramica su un colle sovrastante la via Flaminia, Gradara è cinta da una cortina trapezoidale di mura trecentesche coronate di merli guelfi e munite di bastioni rettangolari. Una cortina intermedia di mura, fornita di torri e di porta autonoma, garantiva una ulteriore protezione alla rocca. L'intero perimetro delle mura è percorso da un camminamento di ronda continuo. Nell'angolo occidentale la cinta muraria èrinforzata da un poderoso bastione poligonale, la rocchetta. L'unico accesso al borgo era la Porta dell'Orologio, un arco a tutto sesto sormontato da una torre quadrata (su cui sono murati gli stemmi dei Montefeltro, degli Sforza e dei Malatesta) fornita di ponte levatoio. Il castello occupa il punto più alto e meglio difendibile del colle. Gravita attorno al torrione principale o Mastio, che contribuisce ad imprimere all'insieme quell'aspetto di forza ed eleganza caratteristico delle fortezze medievali. Il Mastio risale al 1150, e attorno ad esso furono in seguito edificate le ali del castello. L'interno del castello subì radicali trasformazioni nel passaggio da fortilizio a residenza signorile. Delle opere d'arte che servirono a ingentilirlo rimangono in particolare la battaglia attribuita ad Aspertini (ora nella Sala del Consiglio) e la Pala in terracotta di Andrea della Robbia nella cappella.

 Per proseguire il viaggio, visitate il sito  www.mondimedievali.net/castelli/marcheindice.htm

 

             
             
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