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| STORIA |
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Nell'antichità la regione era occupata dai Galli a nord e dai Piceni a sud del fiume Esino; a partire dal III sec. a.C. cominciò la sua romanizzazione. Suddivisa dapprima in due regioni, la V (Piceno) e la VI (Umbria), venne riunita nel 292 d.C., ma più tardi ebbe altre spartizioni amministrative. |
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Mentre i Longobardi si stanziano nella parte a sud di Ancona, l'esarcato di Ravenna controlla quella a nord (Pentapoli marittima), che più tardi i Franchi passano in donazione al Papa (752). Nel X sec. appare il nome di Marca a indicare zone d'influenza imperiale: prima la marca di Camerino, poi quella di Fermo, ingrandita dall'aggiunta del territorio di Ancona. Malgrado la potenza del feudalesimo laico ed ecclesiastico (vescovi e abbazie), molte città si costituiscono in libero Comune. |
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A partire dal sec. XIII affermano e via via consolidano il loro potere varie famiglie signorili, come i Montefeltro (a Urbino, Cagli, Fossombrone), i Da Varano (a Camerino) e infine i Malatesta (da Pesaro a Osimo). Ma il Papato, sulla base degli antichi diritti, cerca di imporre su tutto il territorio la sua autorità, ora lottando ora accordandosi con i comuni, i feudatari e i signorotti; già nel XIV sec., grazie all'energica azione del cardinale Albornoz, controlla direttamente o indirettamente molte città e castelli; poi, dopo gli effimeri domini di Francesco Sforza (1433-44) e del Valentino (inizi del '500), completa l'assoggettamento della regione occupando il comune di Ancona (1532), quindi il ducato di Urbino (1631), dove i Della Rovere, successi ai Montefeltro, si erano estinti. Allo Stato pontificio le Marche rimangono, tranne la breve parentesi del periodo napoleonico, fino all'annessione al Regno d'Italia, nel 1860. |
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Copiose tracce di questi ed altri avvenimenti storici e artistici permangono in molti centri piccoli e grandi della regione. |
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| ARTE |
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Pur non possedendo una propria spiccata fisionomia artistica, la regione occupa un posto di rilievo nel quadro dell'arte italiana.
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Cospicui resti romani sono sparsi nel territorio delle Marche (Ascoli; Fermo; Urbisaglia; Falerone; Helvia Ricina presso Macerata); quasi intatti ci sono pervenuti l'arco di Augusto a Fano e l'arco di Traiano ad Ancona. |
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Notevole fu l'attività costruttiva durante il periodo romanico (sec. XI-XIII): tra le chiese più significative, dove si riscontra spesso una fusione di elementi lombardi e bizantini, vanno ricordate S. Maria di Portonovo presso Ancona, S. Maria a Pie' di Chienti, S. Vittore delle Chiuse, S. Claudio al Chienti, S. Maria di Rambona, S. Ciriaco di Ancona, il Duomo e la pieve di S. Leo, il battistero di Ascoli, oltre a edifici civili ad Ascoli, ad Ancona e altrove. |
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Anche il periodo gotico (XIII-XV sec.), durante il quale vanno via via predominando influssi veneziani, fu fecondo: tra gli edifici spiccano S. Francesco di Ascoli, il S. Nicola di Tolentino, che racchiude un notevole ciclo di affreschi di scuola riminese del '300, e le opere di Giorgio Orsini da Sebenico ad Ancona. |
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Il Rinascimento segna l'apice dell'arte nelle Marche. L'attività si concentrò particolarmente a Urbino intorno allo splendido palazzo Ducale e a Loreto nella basilica della S. Casa, richiamandovi famosi architetti (Luciano Laurana; Baccio Pontelli; Francesco di Giorgio Martini; i Sangallo ecc.), scultori (A. Sansovino) e pittori (Piero della Francesca, Melozzo, Signorelli, i Vivarini, Giusto di Gand); altri notevoli edifici sorgevano a Pesaro, (palazzo Ducale, rocca, villa dell'Imperiale), a Jesi (palazzo della Signoria), a S. Leo (rocca) e in numerose località. A principio del '400 si formò una scuola locale di pittura (Gentile da Fabriano; i Salimbeni, ecc.), che andò poi fondendosi con la umbra, mentre affluivano anche numerose opere di artisti veneti (C. Crivelli; Giovanni Bellini; Lotto; Tiziano). |
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Due geni sommi dette allora la regione all'arte italiana: il Bramante e Raffaello. Vanno infine ricordati i magnifici prodotti delle arti minori, e specialmente la maiolica che raggiunse a Castel Durante (l'attuale Urbania), a Urbino e a Pesaro il massimo splendore. Dal periodo barocco in poi la regione visse nel riflesso di Roma. |
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